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Lunedì - Aula Newton

Davanti agli occhi una cosa tra la ruota zodiacale e la ruota della fortuna... a destra tre amici che parlano allegramente di Mac Donald, liquori sardi (Axel docet) e serate in preda all'alcool (a farsi pisciare addosso dai cuccioli del canile)...

A sinistra Giorgione che si dispera e ogni dieci minuti chiede l'ora... Il Prof Torre che parla di IDE tenendo in mano una scheda madre come fosse un vassoio...

Noia e disperazione (una settimana al primo esame intermedio, quaranta minuti per sei – dodici domande) aleggiano come una cappa avvertibile nel leggero brusio di sottofondo dell'aula.

Dieci minuti alla fine: si preparano i soldi, giacche e sigarette...

Alzo la testa e quella si mette a girare; ossigeno, voglio ossigeno! Pausa! Pausa!! PAUSA!!!

Fuori pochi gradi, ma l'aria è pura come in montagna rispetto alle due ore di aria viziata nell'aula (nessuna finestra e una quarantina di persone rinchiuse)...

Panuti, ultime due ore del Lunedì. Derivate varie. Mantova e Serena a destra parlano di morti per overdose...

Orgia di Big Babol!

La Serena tira fuori un pacchetto e ne distribuisce. Erano anni che non ne prendevo una. Lei dopo un po' inizia a fare palloncini (il primo sono due, uno dentro l'altro). Uno le esplode sugli occhiali, servirà l'acido per toglierlo. Niente occhiali. Serena: “Fanculo!”.

Panuti scrive alla lavagna, non ho voglia di copiare (è un esercizio, derivate composte). La Serena si rifugia nel cellulare, Mantova guarda e fa palloncini.

La Serena fa casino con gli scoppi. Nessuno la caga.

Fuori: vaccate a raffica, finiamo con il dire che i Durex (preservativi) fanno schifo.

Ultima mezz'ora: Panuti è convintissimo: "x" alla terza ce le ha tutte (povera funzione). La Serena si rifiuta.

Funzione diabolica uguale scala del diavolo: i fisici scoppiano a ridere. Che cosa vi ridete!?

Un'enorme vagina”: Freud e la salamoia.

Sul banco una verità indelebile in inchiostro blu: “Panuti sei una mina”. E dietro, ultimo banco “Panuti molla la storia”.

Con Serena e Mantova, argomento battone: gireranno in Porsche (guadagnano cinque milioni a settimana).

Davanti due banchi una maglietta rossa a fianco di una margherita gigante su sfondo verde scuro (due schiene).

Le botole sul soffitto sono chiuse, voglio aria! Dieci minuti e sono fuori (“come un vaso di fiori signore e signori”). Brusio e quindi casino.

Mantova e la vergogna: sega, entra la madre; un suo amico che viene sulla schiena di una ragazza con la madre di lei che entra nel momento culminante. Brutta storia. Le chiavi esistono per questo.

Infinitesimo vincente. “Ah Ah!” I Fisici non li capisco.

Fine lezione.

 

Martedì – Aula Newton

Dal suo posto sul muro ser Isaac Newton guarda alla mia destra, verso il termosifone. Né io né Giorgione abbiamo voglia di semplificare le derivate. Le lasciamo così.

Il proiettore appeso al centro del soffitto è un parallelepipedo nero della Sanyo con fili multicolore che gli escono dal culo.

Per ora siamo due a uno per Panuti... Ricompare Lagrange e i cuspidi! (Prof Apostoli... che nostalgia). Tellizzi (lapsus) e Cacciaroli...

Panuti disegna un gabbiano dopo l'altro ("x" alla due terzi)...

L'ipotesi geometrica del teorema di Lagrange dice... cosa dice? Deliri a parte Panuti va avanti con battutine che solo i fisici capiscono.

Primo banco, nel varco tra maglietta nera e margheritone (terzo banco), quattro maglioni: rosso, grigio (Gloria), nero e azzurro... A sinistra un pelato (nuovo?).

I punti critici non hanno senso, quelli stazionari sì.

Fine lezione.

 

Mercoledì – Aula Newton

Axel ha risolto il problema col suo co-inquilino: prima litigavano, ora non si parlano più.

Giorgione prova a leggere il mio taccuino. Non ci capisce niente.

La Bionda arriva con quaranta minuti di ritardo, combinazioni lineari.

Sul banco reminescenze di matrici, letteratura e fumetti (l'incredibile uomo rango; l'Orlato furioso).

"g" è lineare, cosa vuol dire? Prendi un insieme, digli che l'ami, cantagli canzoni d'amore... Axel e l'algebra lineare: incompatibili.

Axel scatenato (Omm... ommm...).

Ritorna la colonna iotesima. Dietro di me, a destra, sento i termosifoni che sputano aria calda. Stamattina la brina ghiacciata formava striature bianche sul cemento della pista ciclabile. Tempo da neve. Ma nessuna nuvola all'orizzonte.

Messaggio all'Asia per tranquillizzarla (da due giorni non mi facevo vedere, causa influenza).

Il dialetto sardo è splendido.

Www mi piaci tu: Axel è partito per la musica pop italiana di infima categoria... Condoglianze.

Cos'è che sbatte? "w" sbatte la Bionda!? Siamo alla frutta.

La Serena dietro di me chiede la pausa sigaretta. Uno studente si accorge dell'inadempienza della Bionda. Ah Ah. Ciambellaaa... (Axel versione Homer Simpson).

Pausa sigaretta!

La Maria è scappata senza far rumore. La Bionda inizia a parlare di geometria analitica.

Qui c'è l'agnellino e arriva il lupo... l'ape e il fiore: questo è il modello di libro che Axel vorrebbe (nel libro di calcolo non ci capisce una mazza).

Arriva l'iperpiano! Axel si chiede perchè si è iscritto a STM invece che dare testate contro il muro. Già adesso siamo nella merda. Amen

Vado a comprare duepigrecoerre (2πr) e inchiodo uno spago lungo un sogno. Da ricovero.

Su Loveline ci sono le avventure di Pene e Vagina mentre sulla lavagna scorrono i fondamenti della geometria euclidea. Sono le dieci e trentacinque: la Bionda al rogo! Al rogo! Al rogo!

Metto le freccette. Time out.

Via la bionda, arriva Panuti. Teorema di Cauchy.

Oggi Panuti è scatenato: scrive a balla e in dieci minuti ha già fatto tre teoremi con dimostrazioni annesse.

Undici e ventuno. Dopo quaranta minuti Panuti rallenta dimostrando che alla fine anche lui è umano.

Siamo alla fine, dopo Panuti un'ora per fare l'esercizio di informatica per Venerdì (anche se forse c'è sciopero).

Axel e il Pop italiano: passa a Tiziano Ferro (massimo... relativo...).

Mi gira la testa.

Fine lezione.

 

Giovedì – Aula Newton

Meccanica, Tremaglia infila un altro esame nell'ultima settimana di Dicembre. Ora ne abbiamo quattro in tre settimane, e manca ancora laboratorio...

Banco davanti: maglione arancione dà fastidio con una canna di bambù. La balla si muove su un fondo liscio (meccanica filosofica?).

Voglio la neve.

In questo periodo nel tragitto casa-università, università-casa ascolto gli Offspring; oggi mi è venuta voglia di Run-Dmc (Rock Box) e Kid Rock (no woman no cry cover).

Senza i fisici l'aula sembra vuota. Alla mia sinistra, al centro, Reggio in maglione nero osserva la lavagna luminosa con attenzione. Gli esempi sono passati dalla balla al barcaiolo alla palla lanciata sul treno (con omino-panchina annesso).

Pausa sigaretta.

Nevica.

Piccoli fiocchi candidi cadono dall'alto. Nevica.

Prima volta che il cielo mi ascolta. Sono contento. Nevica.

In aula. Il cappello che mi dava fastidio da due giorni (nel sotto-banco) è della Serena (non si era neanche accorta di averlo perso). Lo prende, lo stringe e lo bacia.

La fisica si occupa della materia, lo spirito è di altre parrocchie... le interazioni governano l'esistenza stessa (fisica-filosofica docet)...

Dietro di me Axel in giacca Dainese parla di massacri fra elettroni. La Serena alla mia destra, studiando il funzionamento delle sedie (a molla) fa casino. Tremaglia fa un'escursione sulla fisica nucleare (possibile corso del terzo anno).

Causa-effetto: non sono io che son razzista, sei tu che sei terrone. Tremaglia sei grande!

Fine meccanica.

Fuori non nevica più. Pazienza. Arriva la Bionda. Peccato.

Axel verso il manicomio: canta allegramente "Cucù, cucù...". Poi passa a Eros Ramazzotti e gioca con l'asta di bambù (l'ha fregata a maglione arancione).

Uno per "v" uguale a "v". Ma dai!?

Mi gira la testa; ho sonno.

Variazione di Jovanotti da parte di Axel (penso positivo).

L'Alzheimer è imminente nella Bionda (auto-ammissione).

Crollo. Pausa sigaretta.

Vettori geometrici nello spazio. Ho fame. Fuori il sole. Sono le undici e cinquantuno del ventiquattro Novembre.

Voglio la neve. Voglio la città imbiancata.

Faremo angoli fra matrici. Ah ah. Inizierò a studiare l'umorismo dei fisici: credo dipenda da anomalie genetiche.

La Serena e Axel scappano dall'aula; sono le dodici e un minuto.

Dodici e un quarto: Giorgione mi chiede l'ora. Poi, con lo sguardo perso nel vuoto, smette di seguire la lezione.

Voglio andare a casa. Voglio la neve. Ho sonno (e forse anche la febbre).

Giorgione implora "basta". La Bionda è implacabile.

È ora di andare. Giorgione ha fuso il cervello. Io smetto di seguire. A casa! A casa! A casa!

Fine lezione.

 

Venerdì – Aula Rutherford

Meccanica del punto: Corto tira fuori un esercizio. Maglione arancio (Pace) va alla lavagna. Verso metà mi ricordo di averlo già fatto.

Aula Rutherford: più piccola (solo per noi STM), più fredda (confina con l'esterno) e con parete destra in vetro (si vede fuori).

Fuori fa freddo. E ci sono molte nubi. Forse è la volta buona che la città si imbianca.

Nell'arrivare qui mi è finita la batteria del lettore: niente musica al ritorno.

Corto esce un attimo. Maglione arancione cerca aiuto tra quelli del primo banco. In realtà l'esercizio è una vaccata.

Alla mia destra Giorgione e Antonio. Giorgione prova a rileggere il mio taccuino. Anche stavolta non riesce. Ritenta, sarai più fortunato.

Si passa all'accelerazione centripeta e al differenziale.

Mi fa male il gomito: ieri a ritornare in bici sono caduto (una capriola) e ho battuto il gomito e ginocchio destro e caviglia sinistra. Solo il gomito mi fa male.

Esce Corto, entra Morelli.

Si decidono i turni per il laboratorio.

Funzione di Gauss... oggi c'era lo sciopero generale contro la finanziaria e la devolution. La partenza in piazza era alle nove e mezza. Sono le nove e quarantasei. E io sono qui con la funzione di Gauss. Mio padre a manifestare, probabilmente anche le mie amiche, e io qui con la funzione di Gauss. Mi sento un po' in colpa, ma non potevo mancare alla decisione dei turni di laboratorio. Di Venerdì pomeriggio ho palestra, devo avere il turno di Giovedì.

Integrale di Gauss. Ore dieci e sette minuti: Antonio è già pronto per andare via.

I disegni di Giorgione sul fondo del quaderno: un puffo accennato, Super Mario che salta e il misterioso "Uomo-Acquila" (tipo secchione). Tutti in inchiostro rosso. Morelli ha una strana concezione del divertimento: fare statistica invece del ponte. Però gli esercizi dell'esame saranno uguali a quelli che faremo in classe. Bene. Forse riesco a prendere trenta.

Di fianco a me (sinistra) la ragazza che ha preso trenta (unica) all'esame di chimica. Io ho preso solo ventitre. Complimenti.

Nuovo disegno di Giorgione: faccia di uomo spaventato ("oh no è ritornato"). Si riferisce a Pac-Man manager malvagio. La faccia diventa un giocatore di Rugby.

Il tempo fuori peggiora: ora il cielo è una cappa grigia. Dai che nevica! Dai! Dai! Dai!

Cinque minuti e si va!

Mangnanini sfora di venti minuti.

Due banchi davanti a me uno cerca di impiccarsi con la sciarpa (grigia di lana).

Fine lezione.

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