Lunedì - Aula Newton
Oggi, prime due ore, esame intermedio di informatica. La mia solita sfiga: due tipi di testi, l'altro lo sapevo fare perfettamente. Il mio su sei esercizi, due sono a metà uguale voto ventitre – ventisette. Porca puttana!
Fra nove giorni un altro esame (calcolo).
Pausa. Fine informatica. Calcolo.
Panuti fa esercizi con massimi e minimi.
In classe dopo l'esame non c'è neanche un filo di speranza: volti stanchi, disperati, su cui si legge la fatalistica sicurezza di dover già ripetere l'anno.
Panuti avverte l'aura negativa dell'aula, ma già dopo dieci minuti comincia con le sue battutine incomprensibili (questa volta sono pochi i fisici che ridono).
Fra due settimane l'esame di chimica. Fra tre quello di meccanica (forse qui ce la faccio). Fra quattro algebra.
Giorgione alla mia sinistra ricontrolla in modo maniacale le dispense di informatica. Non vuole arrendersi alla disperazione. Axel e la Serena sono scappati dopo il compito, Antonio e Reggio sono rimasti. Mantova e Riccio non si sono neanche fatti vedere.
Mi avvolgo in un manto di ineluttabilità e accetto ciò che è accaduto. È andata. Non resta che l'appello finale per rimediare.
Panuti alla lavagna usa Lagrange, non si accorge che una dimostrazione che voleva usare come esempio era già stata usata e quindi la cambia. I fisici scoppiano a ridere. Stanno peggiorando. Speriamo non siano contagiosi.
Pausa sigaretta.
Fuori Dimitri propone a me e a Giorgione di fare il capodanno nella casa di montagna di Caravita. Ma vieni! Quattro giorni a fare i cretini nella neve!
La giornata torna a essere accettabile.
Panuti ricomincia con gli esercizi. Quattro giorni di snowboard con Dimitri, Caravita, Giorgione e chissà chi altro. Wooo Hooo!!!
Sulla lavagna una funzione pari (prodotto di due funzioni dispari).
Alla mia destra felpa gialla si scrocchia tutte le ossa della mano. Poi passa alla mascella. Sembra un concerto di ossa rotte.
Derivata prima, seconda e terza. Inchiostro blu su nero.
Giorgione mi chiede l'ora, ma oggi ho il cellulare scarico. Provo comunque ad accenderlo. Dodici e tredici minuti.
Di fianco a me il portafoglio di felpa gialla semi – aperto in un'imitazione di Pac-man in pelle marrone.
Lavagna: funzioni convesse.
Le mie tre biro in diagonali parallele (nera, blu, rossa).
Sul muro Newton mi sembra preoccupato... è ora di andare.
Davanti a me un orologio – calcolatrice. Capodanno in montagna.
Wooo Hooo!
Fine lezione.
Martedì – Aula Rutherford/Newton
Paliani parla di gas nell'aula Rutherford. A sinistra Tommy in maglione arancione e la ragazza del trenta. A destra Giorgione, Axel e la Serena. Davanti Reggio e Antonio.
Siamo passati (non so come) all'uranio impoverito e ai reattori nucleari.
Ho un sonno assurdo.
Oggi sono arrivato in macchina (piove parecchio, addio neve). Il viaggio in Golf è stato caldo: non mi sono svegliato e non ho avuto il tempo di prendere il caffé. Ho sonno.
Nove e mezza. Pausa sigaretta.
Mi faccio un caffé. Arrivano Mantova e Rob.
Ricominciamo: i liquidi.
Devo far scaricare a Frank un emulatore di Ps2 in cui si possa salvare in qualsiasi momento: non ho altro modo per sbloccare i personaggi segreti di CvS: Chaos (gioco originale, non copiato).
Tensione di vapore. Sul banco cinquanta per cento e "mammamia".
La ragazza del trenta (si chiama Lara) ha le unghie laccate di un rosso scuro quasi viola.
Sono le dieci e dieci. Pressione più temperatura uguale ebollizione.
Dieci e ventotto. Ho fame. Via Paliani, andiamo in aula Newton. Panuti.
Anche lui il solito questionario (già ce l'hanno fatto compilare a informatica e chimica).
Panuti: sono tutti passaggi algebrici banali che non faccio (non riusciva a saltare fuori dai calcoli).
Sono tornati Riccio e Mantova! Riccio si era preso un accidente e ancora adesso non è che stia benissimo.
Mi voglio comprare l'iPod (trenta giga di musica, foto e filmati). Trecentoventinove euro. Porca troia ne ho solo centocinquanta! Me lo regalo per Natale.
Un fisico del secondo banco bisbiglia qualcosa a Panuti. Non si capisce una mazza, ma i fisici scoppiano a ridere.
Il Riccio alla Serena: tu hai punti di flesso.
La Serena al Riccio: ti devo sputtanare di fronte a tutti?
Panuti: il grosso si trova lì.
La teoria della Serena sulla sua alimentazione si basa sul fatto che è colpa del Riccio che la deprime se lei mangia merendine.
Arriva un messaggio dalla Maria (non si vede in classe da parecchio). Neanche stavolta viene. I fisici ridono. Mi devo essere perso una battuta di Panuti.
Il Riccio è la quintessenza dell'irritazione. Lui e la Serena si scambiano insulti giocosi ed elaborati. Dietro di me: non si capisce niente di questo esercizio. Amen.
Voglio una pausa.
Il Riccio smette di seguire. La Serena eroicamente continua. Giorgione ha mollato un po' di tempo fa. Mi gira la testa.
La Gloria, a sinistra, secondo banco, segue attentamente con espressione pensierosa.
Undici e trentasei. Bastaaaa!!!
Pausa sigaretta.
Nuova scritta sull'ultimo banco: Panuti convesso.
Panuti e le sbarrette piegate. La sbarretta vibra. Ambiguo, Panuti, molto ambiguo.
Dodici e dodici. Attorno a me è caduto il silenzio. Dai primi banchi voci lontane di fisici. Riconosco Roman. Davanti – sinistra: di nuovo il pelato (tipo monaco).
Panuti indossa una camicia rossa con righe nere. Non male. O comunque meglio del solito.
Differenze cromatiche: i fisici tutti bianchi, neri o grigi; STM spiccano con felpe e maglioni rosa, arancio, azzurri e verdi. Sulla lavagna calcoli parabolici. Sono le dodici e sedici minuti.
L'aria è calda e pesante. Newton aiutami! Non startene lì sul muro ad ignorarmi... sto delirando. Baaastaaa!
Dodici e venticinque. Ancora curvature.
Basta!
Fine lezione.
Mercoledì – Aula Newton
Axel si chiede perché si è iscritto a STM. Vuole andare a fare il giardiniere. A zappare la terra.
Riccio si è svegliato con i capelli che gli fanno due corna diaboliche. Dice che così è al naturale. Si spiegano molte cose.
Sul banco nuovo assioma:"La Bionda alcolizzata". Come evocata dalla frase vergata in inchiostro nero la Bionda appare alla lavagna. Coordinazione del piano e dello spazio.
I fazzoletti di Axel sembrano assorbenti. Fazzolettini porno.
Axel vuole ammazzare tutti i professori di matematica.
Giorgione mi ha detto il numero di telefono di Caravita, così ora posso auto – invitarmi alla festa di capodanno (quattro giorni a far cazzate!).
La Bionda:"Ho cercato di fare una figura..."
Il Riccio:"... di merda!"
"Cucù, cucù e Aprile non c'è più...": Axel ha di nuovo preso la tangente. Ora canta il motivetto del circo inframezzato da vario Pop italiano. Inni fascisti e poi Bandiera Rossa: evviva la Par Condicio!
Pausa sigaretta.
La teoria universitaria di Momo: il primo anno tirare il diciotto, e alla media ci si pensa poi.
La Maria è tornata! Si è seduta dietro di me.
La lezione ricomincia, ma io ho fame. Mi mangio un saccottino.
Il Riccio scrive un messaggio alla Serena (assente) in cui le dice di essere leghista. Ho ancora fame. Mi mangio anche l'altro saccottino.
Axel canta una variazione dei Litfiba. Il Riccio è depresso. Credo che gli manchi la Serena. Chiede a me e ad Axel se vogliamo essere sgozzati. Prima aveva minacciato di farmi un massaggio Shiatsu.
Axel bestemmia contro il suo thè: troppo dolce. Dietro di me lo scazzo tridimensionale (Mat, Mantova e Maria).
Neologismo della Bionda:"Fatemi scrivere in modo sbrodolato".
Il Riccio cerca di spegnere Axel (ormai modello radio). Dietro di me si son rotti il cazzo.
Gesù Californiano (un fisico, primo banco) uguale Povia. Poverino, ma perché?
La Bionda è la madrina della geometria. E Povia fa il chierichetto.
La Bionda si accorge di aver sforato di dieci minuti e scappa via. Fuori: io e Axel discutiamo di teologia e dell'egoismo umano.
Panuti. Anche i fisici al suo arrivo sono ormai scazzati.
Teoremi di De l'Hopital. Panuti sussurra fra sé e sé cose incomprensibili.
Undici e cinque minuti. Ci vuole un minimo di malizia per usare De l'Hopital.
Axel:"Malizia profumo di seta..." Dal Pop alla pubblicità... manca solo il Grande Fratello e ha fatto tutto il peggio della cultura moderna.
Mantova a Panuti:"Maledetto figlio di puttana!"
Axel a Panuti:" Testa di minchia!"
Spiegazione: ha cancellato dalla lavagna un pezzo di teorema che solo due persone su quaranta avevano scritto.
Il Riccio e Axel concordano: Frencesco Renga è un tossico.
Cori da stadio contro Panuti.
Il Riccio si lancia in scioglilingua usando la "r moscia" parmense.
Sul quaderno di Axel:"Basta! Mi sono abbondantemente rotto il cazzo".
Undici e trentacinque.
Fine lezione.
Giovedì – Aula Newton
Tremaglia parla di interazioni (forze). Ormai è ufficiale: il capodanno lo passo sulla neve con Giorgione, Dimitri e Caravita!! Woo Hoo!!
Forza forte e debole, interazione tra atomi.
Oggi in classe siamo in pochi. Mancano Axel, Mantova, il Riccio, la Serena, la Maria... insomma oggi probabilmente si ride poco.
Ho un sonno che fa paura. Nulla si tocca, tutto è relativo e le molle si deformano.
Ho lasciato a casa il cellulare e ora non so che ore sono. Ho sonno.
Stasera (dopo Scrubs) vado subito a letto: ho bisogno di dormire.
Hooke era paranoico. Ha tenuto nascosta la sua legge per quattro anni dietro ad un anagramma.
Reggio tira fuori Totò Riina. Nuova frase sul banco: satana è una funzione.
Coda in Via Emilia: uno arriva dopo un'ora. Tremaglia dice che io sono una derivata (prima o seconda, non ho capito).
Pausa sigaretta.
È arrivata la Serena. Tremaglia ci ha appena dimostrato che Paliani ci ha insegnato lo stato della materia così come lo si insegna alle elementari.
Nell'esame intermedio solo la cinematica, niente dinamica. Grazie Tremaglia, grazie.
Il silenzio significa silenzio: Tremaglia poeta.
Mi arriva un messaggio. Avevo messo il cellulare nello zaino senza neanche accorgermene. Il messaggio è della Nadia: è il compleanno della Maia. Le devo mandare gli auguri. Meno male che me l'ha ricordato. Da Wolvie a Maia: auguri.
Tremaglia lascia cadere una pallina in mezzo tubo (disegno sulla lavagna). Una musica allegra entra prepotentemente nel mio cervello:"If I die before I wake, at least in heaven I can skate..." (Heaven is an Half-Pipe).
Voglio andare a snowboardare. Voglio salti e neve fresca. Voglio volare e cadere.
Tremaglia alla lavagna introduce il moto armonico: lo spiegherà per bene la prossima settimana.
Cambio: arriva la Bionda. Ancora il questionario.
Scrivo sul banco "Heaven is an Half-Pipe". Sono le undici e due minuti.
Arriva un messaggio: la risposta della Maia.
Marcantonio spara la sua cazzata. La Bionda non capisce e dopo un po' lo ignora. Che uomo inutile (con giacca in pelle tipo Matrix).
La Bionda si esalta perché ci sa fare con le operazioni algebriche che implicano calcoli del tipo uno meno due. Sono le undici e ventitre.
Non ho voglia di fare un'altra ora. Vado a casa.
Fine lezione.
Venerdì – Aula Rutherford
Lara viene da Reggio (città). Reggio (persona) si arrende al fato e ricomincia a fumare.
Oggi siamo tutti "core a core" (Tremaglia). A sinistra la Serena, a destra Giorgione, davanti Reggio, Mantova, Antonio e il Riccio. Manca Axel. Tremaglia parte con gli appunti per l'esame imminente. È scatenato oggi. Molto professionale. Dopo pochi minuti torna a essere confusionario come al solito. Imprecazione incomprensibile di Tremaglia (comunque aveva un suono esotico).
Se non ci sono azioni il vincolo è tranquillo. Buon per lui.
L'anagramma di Hooke (1706): CEIIINO SSSTTUV che tradotto vuol dire UT TENSIO SIC VIS (Hooke era davvero paranoico).
Tremaglia passa il cancellino bagnato fradicio sulla lavagna. Ne pulisce solo metà: la parte confusa la lascia così com'è. Ci sarà affezionato.
Gli atomi sono sempre agitati. Che si comprino del Valium.
Stamattina è arrivato il messaggio che il servizio navetta Parma-Andalo riparte.
Adesso parliamo delle... no, adesso facciamo cinque minuti di intervallo.
Pausa sigaretta.
Il Riccio tormenta la Serena. Tremaglia spacciatore di compact disc.
Tonfo sordo dall'esterno: qualcosa si è schiantato contro la parete.
Tremaglia parla di blocchi e vincoli. Introduzione all'attrito: due studenti non sopostano la cassa, tre sì (il nuovo faceva palestra).
"Mu" con "s" e "mu" con "d". La Serena messaggia, apre e pulisce il cellulare e messaggia di nuovo.
Tremaglia, spiegando, gira attorno all'aula. Bocce su ghiaccio uguale niente rotolamento. Giorgione:"Ecco perché sul ghiaccio si sbanda". Troppo seria questa lezione. Necessito di qualche cagata.
Dieci e venticinque.
Serena:"Che palle!".
Fine lezione.