The Menti Crew - Dicembre - Seconda Settimana

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Lunedì - Aula Newton

Prima della lezione discorsi sulla posizione strategica della Russia, sui compiti di italiano delle superiori e su inpantanamenti vari.

Prima ora: siamo pochissimi. Torre parte con la spiegazione dei software. Mancano tutti. Ci sono solo Reggio, Antonio, Rob, Luca, Lara e una ventina di fisici. La Serena e Mat sono passati, hanno chiesto se facevo le firme per loro (tanto Torre non fa più firmare) e se ne sono andati.

Dopo dieci minuti di lezione mi viene l'ispirazione e scrivo la mia prima poesia d'amore: un inizio patetico e rime tutto sommato oscene (nella forma, non nel contenuto: quello è pure peggio). Rinnovo la mia convinzione di essere incompatibile con la poesia. Non sono fatto né per leggerla né per scriverla. Non sarò un nuovo Blake o Boudelaire. Vabbé. Non ha molta importanza. Tanto fra tre settimane e mezzo mi vado ad ammazzare sul Cimone (Giorgione, Dimitri e Caravita: quattro persone per quattro giorni di follia). E questa domenica mi faccio la prima sciata della stagione ad Andalo. Servizio neve-bus... che magnifica idea! Quarantotto euro e ti fai una giornata sulla neve, partenza alle sei e ritorno alle otto.

Alla lavagna Torre parla di compilatori, Java e Fortran. Fortran, mi è sempre piaciuto questo nome.

Scorgo tra i fisici davanti a me Roman e la Gloria. E in fondo a sinistra il pelato.

Fine poesia. Titolo: dichiarazione. Sedici righe (di cui solo sei decenti). Chissà cosa ne dice la Nadia. O il Frank: lui alle medie ha anche vinto un premio per una poesia che aveva scritto.

Torre passa ai sistemi operativi. La gente inizia ad andarsene. Dietro di me si parla di limiti, derivate e "x" quadro. Due giorni all'esame di Calcolo, e si sente.

Discussione di vita: la matematica è incomprensibile e l'informatica è antipatriottica. Soluzione: diventare ricco e studiare filosofia. Non approvo ma comprendo. Auguri.

Quando la macchina inizia a paginare il disco inizia a frullare (Torre ha bevuto?). Basta informatica. Voglio Panuti!

Racconti dall'ITIS, tante, ma tante esplosioni per contatti sbagliati (la metà causa prof).

Dieci e ventidue. E basta!

Fuori Torre, dentro Panuti.

Arrivano tutti. Anche Dimitri. Si pronosticano due ore di divertenti cagate. Farmacia e fisica: due mondi a parte.

Panuti: guardare in faccia la funzione. La Serena al Riccio: hai rotto il cazzo.

Avevo ragione io sul grafico della funzione: Wolverine uno, Panuti zero. Ma vieni!

Mezz'ora passa e Panuti pareggia il conto. Decidiamo di mollare la seconda ora di Panuti per andare a trovare Dario e Ugo a ingegneria.

Dimitri mi fa fare una figura di merda con Panuti. Va beh. Spero che all'esame non si ricordi...

Fine lezione.

 

Martedì – Aula Rutherford/Newton

Giorgione chiede delucidazioni sul compito di laboratorio di informatica.

Paliani ripete il diagramma di stato. Mi sono dimenticato di fare il cd della Serena... Oggi devo farlo assolutamente!

Sono stanco, ho bisogno di un cappuccino.

Iodio e "ciodue". La mia mente sfreccia sulla neve delle piste di Andalo. Sei giorni.

Sono un uomo di inaudita potenza, parola di Filippo.

L'esame di chimica è il dodici pomeriggio... domani quello di calcolo. Solo esercizi quindi me la posso cavare. Forse. Comunque non dovrebbe essere contato dal prof.

Fra un ora e un quarto rivedo Panuti. Spero non se la sia presa per ieri. Dimitri, tutta colpa tua! Però devo ammettere che mi sono divertito troppo... va beh.

Axel e la Serena mi chiedono cose che Paliani ha appena detto. Non capisco se fanno sul serio o se mi prendono per il culo... nel dubbio glielo dico.

Paliani sente le voci. Preoccupante.

Mi ricordo solo ora il significato di isotropia. Le mine della matita conducono elettricità. Interessante. La differenza tra grafite e diamanti sta nei legami.

Giorgione ha scoperto come scaricare da internet gli esami degli anni scorsi di calcolo: oggi li tiro giù e li faccio per verifica.

Allumi e spinelli. Bella prof!

Pausa sigaretta.

Torniamo in aula in anticipo. Io sorseggio il mio cappuccino. Mancano Mantova e il Riccio.

Credo che Lara si sia messa insieme a Filippo...

Dal quaderno di Filippo un'aquila reale mi guarda arrabbiata. Qualcuno davanti a me fa casino con la lavagna luminosa, ma poi si risolve tutto.

Questo weekend sono passato in biblioteca; conseguenza: ho letto quattro libri in tre giorni, per una media di cinquecento pagine al giorno... non male, sono ancora in forma.

Lara ha un sonno che spaventa. La capisco: anche io sarei nella sua condizione se non avessi preso il cappuccino.

"Andiamo a respirare un po' di soluzione gassosa". Discorso da drogati. Traduzione: "prendiamoci una boccata d'aria".

Venti minuti a Panuti.

Devo telefonare all'Asia: neanche oggi riesco ad andare a Judo. Non voglio farla preoccupare. Devo anche riprendere a dosare il cibo. Sto ingrassando troppo. A proposito, ho fame.

Evviva "l'azzorbimento"! Paliani continua a ripeterlo: sembra di sentire parlare un orko di Warhammer 40000 (noi zi va, noi zi va, noi zi va per il kozmo!).

Se facciamo dei danni ci tocca poi pagare di tasca nostra: niente assicurazione dice Filippo. La Serena ha un orecchino che sembra un osso ricurvo. Rob se ne va, sono le dieci e ventidue. Ritmo sulla gamba "Why don't you get a job" degli Offspring: ho imparato a farla a pianoforte (ma senza accompagnamento...).

Cambio di aula: da Rutherford a Newton quindi Panuti. Evviva (non so se si nota, ma il tono è ironico...).

Ultimo banco. Le scritte su Panuti si moltiplicano: Panuti secante, Panuti derivabile, Panuti sex symbol...

È arrivata la dispensa di chimica (dieci euro ho speso, spero ne valga la pena). In aula ancora niente prof: "fragor imperat". O se volete, "c'è casino".

Panuti arriva. Giorgione di fianco a me: "speriamo si sia calmato". Già.

Axel torna alla carica con "il coccodrillo come fa".

Non c'è gesso quindi un minuto in più di intervallo. Okay, Panuti è tornato tranquillo.

Per acquisire sicurezza bisogna guardare in faccia le cose. Lezioni di vita (involontarie) di Panuti.

Un bigliettino ci raggiunge in ultima fila: dice "grazie Ciccio Graziani". Lo rispedisco indietro chiedendo che mi sia data la roba che si sono fumati.

Sulla funzione che stiamo facendo avevo ragione io. Ah ah. Vuol dire che ancora ci capisco qualcosa.

Oggi indosso il pile rosso con il simbolo "Belle Plagne" (località sciistica francese vicina al San Bernardo) e un paio di jeans. Giorgione alla mia destra jeans sbiaditi e maglione nero.

Mat fa vedere a me e alla Serena le foto dei suoi amici sull'iPod. Troppo bello questo affarino! Devo aspettare fino a marzo per guadagnare abbastanza soldi per comprarmelo (andrò dalla casa editrice Cappa, come al solito).

Pausa sigaretta.

La Serena, Axel e Mat scappano. Forse avrei dovuto seguire il loro esempio... mancano solo venticinque minuti, quindi...

credo che Panuti abbia sbagliato un esercizio, ma è già passato al seguente e non posso più chiedere delucidazioni.

Messaggio dalla Maia per invitare me e Roman alla sua festa di compleanno sabato sera. All'uscita glielo chiedo. E poi rispondo.

Fine lezione.

 

Mercoledì – Aula Newton

Oggi pomeriggio esame di calcolo.

Oggi pomeriggio esame di calcolo.

Oggi pomeriggio esame di calcolo.

Oggi pomeriggio esame di calcolo.

Oggi pomeriggio esame di calcolo.

Niente lezione. Solo esercizi. Domani festa. Oggi pomeriggio esame di calcolo.

Sono nella merda.

Fine lezione

 

Venerdì – Aula Rutherford

Oggi esercitazione di meccanica del punto. In gruppo io, Giorgione, la Serena e Tommy. Due esercizi: uno completo e uno a metà.

Pausa sigaretta.

Al nostro ritorno Morelli ha già scritto una lavagna e mezzo di roba. Parte subito a spiegare. Per stargli dietro c'è da correre. Ci dimostra che alcuni calcoli nell'esperienza di laboratorio della settimana scorsa sono sbagliati. Va beh.

Passiamo alla distribuzione di Gauss. Anche qui dopo dieci minuti parte per la tangente. Non ci capisco una mazza. Che bello.

Dopodomani a quest'ora sono a scivolare sulla candida neve di Andalo. Mi esalto al solo pensiero. Woo hoo!

Fuori piove.

Oggi devo andare in palestra, comprare il regalo alla Maia (compie gli anni domani) e la sera allenamento di Judo. In mezzo da qualche parte devo anche infilare un paio d'ore di studio di chimica. Giornata piena.

Morelli dice che adesso siamo pronti per fare l'esercizio. Accanto a me Tommy gli da del "figlio di..." e canticchia una melodia di Ennio Morricone (colonna sonora de "Il buono, il brutto ed il cattivo").

L'esercizio si basa sull'analisi statistica dell'altezza della popolazione. Secondo lui io con il mio metro e settantadue centimetri sono al di sotto del valore di sigma. Traudzione: sono quasi un nano. Credo che stia parlando di africani... o almeno spero, altrimenti la mia autostima si becca un bel colpo. Del tipo bicicletta contro autotreno.

Non ho il cellulare quindi non so che ore sono. La Serena dice che sono le dieci e mezza. Ora di andare in aula di informatica.

Se fuori piove ho bisogno di qualcuno con l'ombrello.

Giorgione viene richiamato dal prof in prima fila per un errore. Va beh. Tanto a minuti andiamo via.

Con la Serena discutiamo della professionalità del professore del laboratorio di informatica.

Morelli come al solito sfora. Questa volta di cinquanta minuti. Record.

Fine lezione.

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